Riportiamo le raccomandazioni  dell’ Istituto Superiore di Sanita’  sui quesiti piu’ comuni  in gravidanza che sono  contenute nelle Linee Guida Nazionali del 2011 

La linea guida hanno  l'obiettivo di fornire ai professionisti e alle donne che affrontano una gravidanza strumenti e informazioni basati sulle prove di efficacia disponibili per poter scegliere i trattamenti più appropriati in molteplici circostanze.

Le raccomandazioni qui espresse sono le piu' aggiornate disponibili e ottenute con il consenso delle principali organizzazioni sanitarie che si occupano della gravidanza. Il testo integrale e' consultabile al sito www.snlg-iss.it

 

Listeriosi, salmonellosi, toxoplasmosi

Quali sono le misure di prevenzione efficaci in gravidanza per ridurre i rischi di listeriosi, salmonellosi e toxoplasmosi? 

Listeriosi: raccomandazione

▸ Per ridurre il rischio di listeriosi si consiglia di:

– bere solo latte pastorizzato o UHT

– evitare di mangiare carni o altri prodotti elaborati da gastronomia senza che questivengano nuovamente scaldati ad alte temperature

– evitare di contaminare i cibi in preparazione con cibi crudi e/o provenienti dai banconi di supermercati, gastronomie e rosticcerie

– non mangiare formaggi molli se non si ha la certezza che siano prodotti con lattepastorizzato

– non mangiare pate’ di carne freschi e non inscatolati

– non mangiare pesce affumicato. 

Salmonellosi: raccomandazione

▸ Per diminuire il rischio di salmonellosi si consiglia di:

– lavare frutta e verdura prima della manipolazione e del consumo

– lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti

– refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un rapido abbattimento della temperatura

– cuocere tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale e uova

– evitare (o perlomeno ridurre) il consumo di uova crude o poco cotte (per esempio, all’occhio di bue), di gelati e zabaioni fatti in casa, o altri alimenti preparati con uova sporche o rotte

– consumare solo latte pastorizzato o UHT

– proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori

– evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti

– evitare che persone con diarrea preparino gli alimenti. 

Toxoplasmosi: raccomandazione

▸ Per diminuire il rischio di toxoplasmosi si consiglia di:

– lavare frutta e verdura (incluse le insalate gia` preparate) prima della manipolazione e del consumo

– lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti

– cuocere bene la carne e anche le pietanze surgelate gia` pronte

– evitare le carni crude conservate, come prosciutto e insaccati

– evitare il contatto con le mucose dopo aver manipolato carne cruda

– evitare il contatto con terriccio potenzialmente contaminato da feci di gatto (eventualmente indossare i guanti e successivamente lavare bene le mani)

– evitare il contatto con le feci dei gatti (eventualmente indossare i guanti nel cambiare la lettiera e successivamente lavare bene le mani). 

 

Acido folico, ferro, vitamina A e D

In gravidanza e nel periodo periconcezionale è efficace la supplementazione con acido folico, ferro, vitamina A, vitamina D? 

Acido folico: raccomandazione

▸ Si raccomanda che le donne che programmano una gravidanza, o che non ne escludono attivamente la possibilita`, assumano regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico perridurre il rischio di difetti congeniti. Per essere efficace l’assunzione di acido folico deve iniziare almeno un mese prima del concepimento e continuare per tutto il primo trimestre di gravidanza. 

Ferro: raccomandazione

▸ La supplementazione con ferro non deve essere offerta di routine a tutte le donne in gravidanza,

dal momento che non porta benefici di salute per la madre e il feto e puo`avere effetti collaterali indesiderati. 

Vitamina A: raccomandazioni

▸ La supplementazione convitamina A (assunzioni maggiori di 700 microgrammi al giorno)

deve essere evitata perche’ potenzialmente teratogena.

▸ I professionisti devono informare le donne in gravidanza che e` opportuno evitare il consumo

di fegato e di alimenti prodotti a partire dal fegato, in quanto contengono elevati livelli di vitamina A. 

Vitamina D: raccomandazioni

▸ La supplementazione routinaria con vitamina D in gravidanza non e` raccomandata.

▸ La supplementazione e` consigliata, dopo una valutazione caso per caso, nelle donne appartenenti ai seguenti gruppi a rischio:

   – donne del sud asiatico, africane, caraibiche e di origini medio orientali

   – donne che si espongono raramente al sole

   - donne che seguono un’alimentazione povera di vitamina D 

 

Consumo di alcool :raccomandazioni

• In quale quantità l’alcol in gravidanza può essere considerato non dannoso per la salute materna e feto-neonatale?

▸ Poiche’ le prove di efficacia non sono conclusive, per un principio precauzionale i professionisti devono informare le donne in gravidanza o che hanno pianificato una gravidanza che la scelta piu` sicura e` non assumere alcol

Fumo :raccomandazioni

Quali sono in gravidanza i rischi del fumo sulla salute materna e feto-neonatale?

▸ Il fumo in gravidanza comporta rischi per la salute feto-neonatale. Al primo contatto con la donna i professionisti devono accertare se fuma e, in caso positivo,discutere la sua condizione di fumatrice e offrirle informazioni circa i rischi per il nascituro associati al fumo (come la maggiore probabilita` di partorire un bambino di basso peso alla nascita e la maggiore probabilita` di parto pretermine), compreso quello passivo, enfatizzando i benefici che derivano dalla scelta di smettere di fumare.

▸ Il professionista della salute deve rispondere alle domande della donna e del partner circa la possibilita` di smettere di fumare e deve offrire informazioni personalizzate, consigli e supporto su come smettere di fumare per tutto il periodo della gravidanza e oltre.

▸ Le donne che non ritengono di essere in grado di cessare completamente l’abitudine al fumo devono essere incoraggiate a ridurre il numero di sigarette e, piu` in generale, l’esposizione al fumo. 

Attività fisica :raccomandazioni

Quali sono gli effetti dell’attività fisica in gravidanza sulla salute materna e feto-neonatale?

▸ Iniziare o continuare un’attivita` fisica moderata in gravidanza non e` associato a eventi avversi.

▸ I professionisti devono informare le donne in gravidanza riguardo i potenziali pericoli di un’attivita` sportiva che preveda impatto fisico e possa comportare il rischio di cadute e traumi addominali e notevole sforzo fisico.

▸ le immersioni subacquee in gravidanza sono risultate associate a difetti congeniti e a malattia fetale da decompressione. 

Attività sessuale :raccomandazioni

Quali sono le conseguenze dell’attività sessuale in gravidanza sulla salute materna e feto-neonatale?

▸Rapporti sessuali nel corso della gravidanza non e` associato a eventi avversi. 

Viaggi in aereo: raccomandazioni

Quali sono i rischi legati ai viaggi in aereo in gravidanza?

▸ I viaggi aerei di lunga percorrenza sono associati a un rischio aumentato di trombosi venosa nella popolazione generale, 

Nausea e vomito :raccomandazioni

Quali interventi sono efficaci e sicuri nel trattamento dinausea e vomito gravidici?

▸ Tra i trattamenti farmacologici disponibili mirati alla riduzione di nausea e vomito gli antistaminici sono efficaci. L’assunzione di questi farmaci e` associata a sonnolenza.

▸ Lo zenzero e` tra i trattamenti non farmacologici efficaci per la riduzione di nausea e vomito, ma la sua sicurezza in gravidanza non e` stata accertata.

▸Per l’acupressione  le informazioni non sono definitive. 

Pirosi gastrica (Bruciore di stomaco):raccomandazioni

Quali interventi sono efficaci e sicuri nel trattamento della pirosi gastrica in gravidanza?

▸ modifiche nell’alimentazione e nella postura assunta dopo i pasti e durante il sonno possono offrire un sollievo ai sintomi.

▸ I trattamenti farmacologici sono efficaci, ma non si hanno informazioni sulla loro sicurezza in gravidanza. 

Perdite vaginali :raccomandazioni

Quali interventi sono efficaci e sicuri nel trattamento delle perdite vaginali in gravidanza?

▸ Un aumento nelle perdite vaginali e` un cambiamento fisiologico della gravidanza. Un approfondimento diagnostico deve essere preso in considerazione quando le perdite sonoassociate a prurito, dolore, cattivo odore o dolore alla minzione.

▸ Quando necessario, la tricomoniasi vaginale puo` essere trattata con metronidazolo pervia orale. Non sono stati dimostrati effetti teratogeni sul feto in seguito all’utilizzo di metronidazolo in gravidanza.

▸ La terapia topica della candidosi vaginale con imidazolo per una settimana e` un trattamento efficace in gravidanza.

▸ La terapia per via orale della candidosi vaginale non deve essere considerata, poiche’ nonsi dispone di dati certi relativi a efficacia e sicurezza in gravidanza. 

Mal di schiena :raccomandazioni

Quali interventi sono efficaci e sicuri nel trattamento del mal di schiena in gravidanza?

▸ Esercizi in acqua, massaggi, utilizzo di un cuscino cuneiforme e corsi di back care (compreso il tilt pelvico), individuali o di gruppo, possono essere di aiuto nell’alleviare il mal di schiena in gravidanza. 

 

Screening dei problemi ematologici:Anemia,Emoglobinopatie,Rh(D) 

Anemia :raccomandazioni

•  Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening per anemia esclusivamente nel corso della prima visita e a 28 settimane oppure anche a 33-37 settimane?

•  Le donne anemiche dovrebbero ricevere una supplementazione di ferro?

• Le donne anemiche che hanno ricevuto una supplementazione di ferro dovrebbero essere sottoposte a un controllo dell’emoglobina (Hb) a fine trattamento?

I professionisti devono offrire alle donne in gravidanza lo screening dell’anemia. Gli esami devono essere effettuati precocemente, al primo appuntamento; successivamente devono essere ripetuti a 28 settimane per disporre di un tempo adeguato per il trattamento, se necessario, e a 33-37 settimane.

▸ Devono essere indagati i casi di livelli di emoglobina inferiori al normale per l’epoca di gravidanza (<11 g/100 mL nel primo trimestre e <10,5 g/100 mL da 28 settimane); in questi casi, se indicata, deve essere prescritta la terapia opportuna, fornendo alle donne informazioni sui possibili effetti collaterali. 

Emoglobinopatie:raccomandazioni

Lo screening delle emoglobinopatie dovrebbe essere offerto a tutte le donne in gravidanza oppure solo alle donne a rischio?

▸ In epoca preconcezionale, a tutte le donne devono essere assicurati counselling e test in grado di identificare le portatrici di emoglobinopatie (anemia falciforme e talassemia).

▸ In gravidanza, alla prima visita (idealmente entro 10 settimane), i professionisti devono offrire informazioni e screening delle emoglobinopatie (anemia falciforme e talassemia) a tutte le donne che non li hanno ricevuti in precedenza. Il test deve essere effettuato preferibilmenteutilizzando la cromatografia liquida ad alto rendimento (HPLC).

▸ La ricerca, preferibilmente attraverso la cromatografia liquida ad alto rendimento (HPLC), deve essere offerta in tutti i casi in cui la Hb corpusculare media sia inferiore a 27 picogrammi.

▸ Se la donna e` identificata come portatrice di una emoglobinopatia, counselling e screening devono essere tempestivamente offerti anche all’uomo

Queste raccomandazioni attribuiscono valore al favorevole rapporto benefici/danni e benefici/costi dello screening universale in aree con elevata prevalenza di emoglobinopatie, come quella del bacino del Mediterraneo. 

Sorveglianza e immunoprofilassi delle donne Rh(D) negative:raccomandazioni

• Nelle donne in gravidanza con fenotipo Rh(D) negativo si dovrebbe eseguire di routine l’immunoprofilassi anti-D prenatale?

• Alle donne in gravidanza con fenotipo Rh(D) negativo, in assenza di immunoprofilassi, lo screening anticorpale dovrebbe essere consigliato soltanto nelcorso della prima visita e a 28 settimane oppure ogni mese?

•  A tutte le donne in gravidanza, indipendentemente dal fenotipo Rh(D), dovrebbe essere offerto lo screening anticorpale di routine nel terzo trimestre?

▸ La determinazione dell’emogruppo e del fattore Rh(D) deve essere offerta nel primo trimestre a tutte le donne in gravidanza.

▸ L’immunoprofilassi anti-Rh(D) deve essere offerta di routine a tutte le donne in gravidanza Rh(D) negative non sensibilizzate a 28 settimane.

▸ In tutte le donne, indipendentemente dal loro stato Rh(D), deve essere ricercata la presenza di anticorpi atipici anti-emazie nel primo trimestre e a 28 settimane.

▸ A tutte le donne in gravidanza che presentano anticorpi atipici anti-emazie in misura clinicamente rilevante devono essere offerti la consulenza di un centro specializzato e informazioni sull’assistenza successive 

 

                         Screening per anomalie strutturali fetali Validità ed efficacia delle indagini

•  Quali sono la validità diagnostica e l’efficacia nella pratica delle seguenti indagini per identificare le anomalie fetali strutturali maggiori:

                    – ecografia del primo, secondo e terzo trimestre

                    – misura della translucenza nucale

                    – dosaggio dell’alfafetoproteina

L’indagine ecografica per la diagnosi di anomalie fetali deve essere offerta di routine tra 19+0 settimane e 21+0 settimane.

▸ L’indagine ecografica per la diagnosi di anomalie fetali consente di:

• compiere una scelta riproduttiva consapevole e decidere per tempo per una eventuale interruzione di gravidanza

• preparare i futuri genitori alla gestione di disabilita`, eventuali trattamenti, cure palliative• programmare la nascita in centri specializzati

• considerare eventuali interventi intrauterini.

▸ La misurazione della translucenza nucale per individuare anomalie fetali non e` raccomandata.

▸ Il test dell’alfafetoproteina abbinato all’indagine ecografica per individuare difetti del tubo neurale non e` raccomandato.

▸ Non ci sono prove di efficacia dell’indagine ecografica condotta nel terzo trimestre allo scopo di individuare anomalie fetali, ne’ prove che l’indagine ecografica del terzo trimestre abbia ricadute su esiti rilevanti relativi alla salute materna e feto neonatale.    

 Informazione alle donne

▸ Al primo appuntamento, il professionista deve fornire alle donne informazioni circa gli scopi dell’indagine e le implicazioni del riscontro di eventuali anomalie fetali, in modo che la donna possa consapevolmente decidere se sottoporsi o meno all’indagine ecografica.

▸ I professionisti devono informare le donne delle limitazioni dell’indagine ecografica eseguita di routine e del fatto che il tasso di rilevazione varia con il tipo di anomalia fetale, l’indice di massa corporea della donna e con la posizione del feto al momento dell’indagine.

▸ I professionisti devono informare la donna di un’anomalia riscontrata durante l’ecografia, in modo che possa compiere una scelta riproduttiva consapevole (proseguire omeno la gravidanza). 

 

                      Diagnosi prenatale della sindrome di Down Validità ed efficacia degli esami diagnostici

•Quali sono la validità diagnostica e l’efficacia nella pratica dei seguenti esami utilizzati nel percorso diagnostico prenatale della sindrome di Down:

- esami ematochimici

- translucenza nucale

- età materna

- ecografia

- marker ecografici (cisti dei plessi corioidei, ispessimento della plica nucale, foci iperecogeni intracardiaci, intestino iperecogeno, pielectasia renale,

-anomalie biometriche del femore e dell’omero)

-osso nasale

▸ Il percorso per la diagnosi prenatale della sindrome di Down deve essere offerto a tutte le donne entro 13+6 settimane. Se la donna si presenta al primo incontro a un’epoca che non consente l’offerta del test del primo trimestre, un test come il triplo test deve essere offerto in epoca piu` tarda (per esempio tra 15+0 settimane e 20+0 settimane).

▸ Per le donne che hanno scelto il test combinato – comprendente translucenza nucale,gonadotropina corionica umana (hCG), proteina plasmatica A associata alla gravidanza (PAPP-A) – questo deve essere eseguito tra 11+0 settimane e 13+6 settimane.

▸ La misurazione isolata della translucenza nucale non e` raccomandata per individuare la sindrome di Down.

Esperienze e bisogni informativi delle donne

• Quali sono le esperienze e i bisogni informativi delle donne nei confronti del percorso diagnostico della sindrome di Down?

Raccomandazioni

▸ Il professionista della salute al primo incontro deve offrire alla donna in gravidanza una corretta informazione sul percorso per la diagnosi prenatale della sindrome di Down.  L’informazione deve essere basata su prove di efficacia aggiornate e deve prevedere:

• una descrizione accurata e bilanciata circa il quadro clinico della sindrome di Down

• una descrizione del percorso per la diagnosi prenatale della sindrome di Down, comprensiva della definizione dei vantaggi e degli svantaggi dei diversi test disponibili

• un’ipotesi delle decisioni che sara` necessario prendere nei diversi momenti del percorso, incluse le conseguenze di tali decisioni

• una spiegazione accurata di come i test non offrano la certezza della diagnosi

• una spiegazione accurata del significato probabilistico del test

• informazioni su villocentesi e amniocentesi.

▸ A una donna con un risultato positivo al test deve essere garantita la possibilita` di accedere rapidamente a un counselling con professionisti esperti e con capacita` comunicative. 

 

Screening delle infezioni: Batteriuria,Citomegalovirus,Epatite B,C,HIV,Rosolia,Streptococco,Toxoplasmosi,Herpes

Batteriuria asintomatica :raccomandazioni

• Nelle donne in gravidanza asintomatiche lo screening dellabatteriuria dovrebbe essere eseguito tramite urinocoltura oppure tramite esame delle urine standard?

• Nelle donne gravide lo screening della batteriuria asintomatica tramite urinocoltura dovrebbe essere eseguito su un solo campione oppure su due campioni successivi?

•Lo screening della batteriuria asintomatica nelle donne in gravidanza dovrebbe essere eseguito soltanto alla prima visita oppure ripetuto anche nei trimestri

▸ All’inizio della gravidanza deve essere proposto lo screening per la batteriuriaasintomatica basato sull’urinocoltura, con campione prelevato da mitto intermedio,poiche’ l’identificazione e il riconoscimento della batteriuria asintomatica riduce il rischio di pielonefrite.

▸ I professionisti devono informare la donna circa la corretta raccolta, la conservazione e il trasporto del campione.

▸ Per porre una diagnosi di batteriuria e` necessario il rilievo di almeno 105 unita` formanti colonie/mL su due campioni successivi di urine positivi per lo stesso germe.

▸ Nelle donne in cui, nel corso della gravidanza, si riscontra la presenza di batteriuriaall’esame delle urine e` opportuno ripetere l’urinocoltura.

Infezione da Citomegalovirus :raccomandazioni

• Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening dell’infezione da Citomegalovirus (CMV)?

Raccomandazione

▸ Lo screening dell’infezione da Citomegalovirus non deve essere offerto alle donne in gravidanza poiche’  non ci sono prove di efficacia a supporto dell’intervento.

La diagnosi di infezione fetale di per sé non è un indicatore di malattia.Non è stato ancora identificato un marker del periodo prenatale per prevedere se un feto con infezione congenital sarà sintomatico o meno, o se si svilupperanno sequele e di che tipo.

I dati degli studi osservazionali sulla profilassi o terapia con gammaglobuline anti-CMV specifiche disponibili non sono stati confermati da studi clinici controllati randomizzatiI farmaci antivirali utilizzabili per l’infezione si sono dimostrati teratogeni negli animali e mancano studi sull’uso in gravidanza.

Epatite B :raccomandazioni

• Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening del virus dell’epatite B (HBV) soltanto nel primo trimestre, soltanto nel terzo trimestre oppure sia nel primo trimestre sia nel terzo trimestre?

• Le donne gravide sieronegative per HBV dovrebbero ricevere la vaccinazione anti HBV?

•  L’immunoprofilassi neonatale dovrebbe essere proposta a tutti i nati da madre HBsAg positiva (positiva per l’antigene di superficie “s”) oppure esclusivamente ai nati da madre HBeAg positiva (positiva per l’antigene “e” riscontrabile in circolo)?

Raccomandazione

▸ Lo screening sierologico per l’epatite B deve essere offerto nel terzo trimestre a tutte le donne in gravidanza, per consentire di programmare – per le donne risultate positive

– gli interventi che si sono mostrati efficaci nel ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione da madre a figlio.

Epatite C :raccomandazioni

• Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening del virus dell’epatite C (HCV)?

• Lo screening dell’HCV dovrebbe essere proposto a tutte le donne in gravidanza oppure solo alle donne a rischio?

▸ Non deve essere offerto lo screening sierologico per il virus dell’epatite C poiche’ non ci sono prove della sua efficacia nella pratica. La ricerca degli anticorpi anti-HCV deve essere circoscritta alle donne appartenenti alle categorie a rischio per infezione da HCV. 

Infezione da HIV :raccomandazioni

•  Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening dell’infezione da human immunodeficiency virus (HIV) soltanto nel primo trimestre oppure sia nel primo trimestre sia nel terzo trimestre?

• Lo screening dell’HIV dovrebbe essere proposto a tutte le donne in gravidanza oppure solo alle donne a rischio?

▸ Lo screening per l’HIV deve essere offerto a tutte le donne all’inizio della gravidanza e al terzo trimestre, per consentire di programmare - per le donne risultate positive - gli interventi che si sono mostrati efficaci nel ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione da madre a figlio.

▸ Ogni struttura sanitaria deve definire il percorso assistenziale per la donna in gravidanza HIVpositiva, per garantirle l’assistenza da parte di un gruppo multidisciplinare di specialisti. 

Rosolia :raccomandazioni

• Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening della rosolia soltanto nel corso della prima visita prenatale oppure sia nella prima visita sia a 17 settimane?

▸ Lo screening sierologico per la suscettibilita` alla rosolia deve essere offerto a tutte le donne all’inizio della gravidanza. Nelle donne risultate suscettibili alla rosolia il test deve essere ripetuto a 17 settimane e deve essere programmata la vaccinazione nel periodopostnatale, allo scopo di proteggere le eventuali future gravidanze. 

Infezione da streptococco gruppo B :raccomandazioni

• Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening dell’infezione da streptococco di gruppo B?

•  Le donne in gravidanza con infezione da streptococco di gruppo B dovrebbero ricevere un trattamento antibiotico intraparto?

• Le donne in gravidanza con fattori di rischio per infezione da streptococco di gruppo B non sottoposte a screening dovrebbero ricevere un trattamento antibiotico intraparto?

▸ L’esecuzione dello screening dell’infezione da streptococco beta-emolitico gruppo B con tampone vaginale e rettale e terreno di coltura selettivo e` raccomandata per tuttele donne a 36-37 settimane.

▸ Le donne in gravidanza con infezione da streptococco di gruppo B devono ricevere un trattamento antibiotico intraparto. 

Sifilide :raccomandazioni

• Lo screening della sifilide dovrebbe essere proposto a tutte le donne in gravidanza oppure solo alle donne a rischio?

• Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening della sifilide soltanto nel primo trimestre oppure sia nel primo sia nel terzo trimestre?

▸ Lo screening sierologico della sifilide, effettuato con un test specifico per il treponema, e` raccomandato in tutte le donne alla prima visita e alla fine della gravidanza. 

Toxoplasmosi :raccomandazioni

•Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening della toxoplasmosi?

• La donna che sieroconverte in gravidanza dovrebbe ricevere un trattamento ?

• Il feto di una madre che sieroconverte in gravidanza dovrebbe essere sottoposto a esami per diagnosticare l’avvenuta infezione?

  Le donne dovrebbero ricevere informazioni relative alla prevenzione primaria della toxoplasmosi in gravidanza?

▸ Lo screening prenatale della toxoplasmosi e` raccomandato e consiste in una sierologia al primo controllo prenatale, ripetuta ogni 4-6 settimane se il primo esame risulta negativo,fino al termine della gravidanza.

▸ Le donne devono essere informate delle misure igieniche che possono evitare l’infezione in gravidanza. 

Infezione da Herpes simplex virus :raccomandazioni

• Alle donne in gravidanza dovrebbe essere consigliato lo screening per l’Herpes simplex virus (HSV)?

• Le donne in gravidanza con infezione da HSV dovrebbero ricevere un trattamento antivirale?

• Lo screening dell’HSV dovrebbe essere proposto a tutte le donne in gravidanza oppure solo alle donne a rischio?

▸ Lo screening per l’infezione da HSV-1 e HSV-2 nelle donne in gravidanza non e` raccomandato.

 ➔ Questa raccomandazione attribuisce valore alla possibilità, in caso di infezione primaria, quandole lesioni erpetiche genitali sono presenti al momento del parto o compaiono nelle ultime 6 settimanedi gravidanza, di evitare durante il parto l’esposizione del neonato alle lesioni erpetiche genitali effettuando un taglio cesareo, indipendentemente dallo stato sierologico   

 

Screening per problemi clinici  Diabete,Pre-eclampsia


• Quali sono la validità diagnostica e l’efficacia nella pratica dei test di screening per identificare le donne a rischio di diabete in gravidanza?

▸ Nelle donne con gravidanza fisiologica e` raccomandato lo screening per il diabete gestazionale, effettuato utilizzando fattori di rischio identificati.

▸ I fattori di rischio da identificare nel corso della prima visita sono:

• indice di massa corporea (IMC) >30 kg/m2

• macrosomia fetale pregressa ≥4,5 kg

• diabete gestazionale pregresso

• anamnesi familiare di diabete (parente di primo grado con diabete)

• famiglia originaria di aree ad alta prevalenza di diabete

▸ Alle donne con diabete gestazionale e indice di massa corporea (IMC) prima della gravidanza >27 kg/m2 deve essere consigliato di diminuire l’apporto di calorie

(a 25 kcal/kg/giorno o meno) e di fare una moderata attivita` fisica (almeno 30 minuti al giorno).

▸ Per lo screening del diabete gestazionale non devono essere utilizzati la glicemia plasmatica a digiuno, glicemie random, GCT o minicurva e glicosuria.

▸ Alle donne che hanno avuto un diabete gestazionale in una gravidanza precedente deve essere offerto un auto monitoraggio precoce della glicemia o un OGTT

a 16-18 settimane di eta` gestazionale, e un ulteriore OGTT a 28 settimane di eta` gestazionale, se la prima determinazione e` risultata normale.

▸ Alle donne con uno dei fattori di rischio identificati deve essere offerto un OGTT (75 g a 2 ore) a 24-28 settimane di eta` gestazionale.

▸ I professionisti devono informare le donne in gravidanza che:

• nella maggioranza delle donne il diabete gestazionale viene controllato da modifichedella dieta e dall’attivita` fisica

• se dieta e attività fisica non sono sufficienti per controllare il diabete gestazionale,si devono assumere antiglicemici orali o insulina; questa condizione si verifica

in una percentuale compresa fra il 10% e il 20% delle donne

• se il diabete gestazionale non viene controllato, c’è il rischio di complicazioni del parto come la distocia di spalla

• la diagnosi di diabete gestazionale è associata a un potenziale incremento negli interventi di monitoraggio e assistenziali in gravidanza e durante il parto

• le donne con diabete gestazionale hanno un rischio aumentato, difficile da quantificare, di sviluppare un diabete tipo 2 dopo il parto.

 

Pre-eclampsia :raccomandazioni

• Qual è la validità diagnostica dei test di screening per identificare le donne a rischio di sviluppare pre-eclampsia?

▸ Il test efficace per lo screening della pre-eclampsia e` la misurazione della pressione arteriosa,che deve essere effettuato a ogni visita in gravidanza.

▸ Al primo appuntamento devono essere ricercati i seguenti fattori di rischio per la preeclampsia:

• età ≥40 anni

• nulliparità

• intervallo >10 anni dalla gravidanza precedente

• storia familiare di pre-eclampsia

• storia precedente di pre-eclampsia

• indice di massa corporea (IMC) ≥30 kg/m²

• malattie vascolari preesistenti come l’ipertensione

• malattia renale preesistente

• gravidanza multipla

• diabete pregravidico.

▸ Per le donne in gravidanza con uno di questi fattori di rischio devono essere programmate misurazioni piu` frequenti della pressione arteriosa.

▸ La pressione arteriosa deve essere misurata come segue:

• rimuovere gli indumenti stretti, assicurandosi che il braccio sia rilassato e sollevato alivello del cuore

• utilizzare un bracciale di dimensioni adeguate

• gonfiare il bracciale fino a 20-30 mmHg sopra il livello di pressione sistolica apprezzatoalla palpazione

• rilasciare la tensione del bracciale lentamente, alla velocità di 2 mmHg al secondo

• rilevare la pressione arteriosa ai valori più vicini di 2 mmHg

• misurare la pressione arteriosa diastolica come scomparsa dei suoni

▸ Una condizione di ipertensione – con una singola misurazione della pressione diastolica di 110 mmHg, o due letture consecutive di 90 mmHg ad almeno 4 ore di distanza

– dovrebbe indurre una maggiore sorveglianza.

▸ Se la pressione sistolica e` superiore a 160 mmHg in due letture consecutive a distanza di almeno 4 ore deve essere preso in considerazione il trattamento, garantendo un ambiente tranquillo per una maggiore attendibilita` del dato.

▸ Per i casi borderline (per esempio: 135/90 mmHg o 145/80 mmHg) e` opportuno effettuare una seconda misurazione a distanza di circa mezz’ora dalla prima.

▸ Non vi sono prove di efficacia che dimostrino la validita` di test diversi da quello indicato per lo screening della pre-eclampsia.

▸ I professionisti devono informare tutte le donne in gravidanza della necessita` di consultare immediatamente un professionista in presenza di sintomi di pre-eclampsia. Isintomi includono:

• forte mal di testa

• visione sfocata o lampi

• dolore sottocostale, epigastrico a barra

• vomito ripetuto nel terzo trimestre

• gonfiore improvviso del viso, delle mani (segno dell’anello) o dei piedi.



Last Edit: 09/05/2016 10:25pm
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